W Santa Rosalia

scritto da Francesco Giardina
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 2 ore fa
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Autore del testo

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Autore del testo Francesco Giardina

Testo: W Santa Rosalia
di Francesco Giardina

Il corpo umano sarà stato inventato prima dei Lego. I pezzi mancanti li dovevano ancora costruire. Per questo ci manchiamo e ci sentiamo a pezzi. A pezzi, non appena ascoltiamo una canzone subito parte l'onda emotiva.

Ecco, un compositore forse ci ha fatto. Ma chi? Tabach, Mozzart, Ennio Mozzicone o Boy George Moroder? M’erode di sapello: chi lo ha ucciso il musicista dentro la culla? Io vado avanti ma la domanda resta seria.

E così ci composero: una tastiera tra le dita, un sistema a sfioro cellulare, una voce touchscreen e due casse stereo ai lati del cranium. Il mistero è perché li abbiano chiamati lobo e non loboe.

Scomposti ed eseguiti, educati all’ orecchio sordo, da qualche parte si vede chiaro, ancora oggi, che  suonati siamo.. come i pezzi mancati sugli spartiti. Che sembra un coro   che sta  decorando o una melodia   cal-ante, coll’ ante chiuse e l’armaDio aperto, appiccicata con lo sputo d’ uno sparo: insomma sto-nati come una campana. Proprio questo le 'chiese", e nessuno rispose)

Ma il corpo musicale andò comunque avanti nonostante il silenzio. Lei era  piena di  vita ed era uno scherzo pieno di spirito e di buon umore, con ogni probabilità di sorte di scheletro inanimato. Ma alzati gli occhi al cielo, un tetto azzurro colmo di cipolle, dai tetri spioventi fino ai vetrini, tagliente cominciò a spiovere e ad asciugarsi. E su di un pediluvio di lacrime si citarono i primi passi della storia; e poi si diedero ai primi giudizi e giù tizi che non la mandavano a dire a nessuno; e anche ovviamente il buon pane quotidiano, che  diede di che sperare: perché si comincia sempre da un buon soffritto, avrà pensato quello là sopra.

E così, tra panni stesi e pani sporchi, qualcuno esclamò: siamo sazi per miracolo! Ma i commensali non erano più dodici ma tanti e non capirono. “ Judo Iscatiota non è più a Tokyo”, qualcun altro disse. Assenti e presenti cominciarono a temere duro e a  "a bastemmare imprecario equilibrio", annegati tra le case, deserti.

Di musicale e universale c’era solo una fisarmonica abbandonata, su una barca. La scia era umana, la fila era armonica, si dipanava su di un cordone ombelicale: una sfilata da Vienna e una rubata per strada, ormai era una moda.

L’idea geniale fu però sapere che l’orchestra era di Enna. Ma a quel punto l’uomo aveva già cambiato strada, musica e spartiti.

L’ego senza un pezzo buono più da suonare la faceva ormai da padrone.
Che ancor prima di esistere  fu più che inventato. (Il modo).
D' altronde così com’era se la cavava e se la bastava benissimo da solo. 
E senza un pezzo che lo unisse se la cantò e suonò  per tutta la vita.

 

Ma cambiamo discorso e torniamo alla realtà dei fatti. Oggi è il 15 di luglio e fanno 43 gradi. Da due giorni  ho compiuto il mio capo-danno. Sono cinquantun anni che sto a Palermo. Si festeggia la Santuzza, e tutti -me compreso-  con rinnovata fede, gridiamo accanto U'Carru il nostro inno: Viva Palermo e Santa Rosalia.

Si chiama Festino
ma in effetti è di più di una piccola festa. Purtroppo ogni anno diventa sempre più profana e meno sacra -ma credetemi- per un giorno intero ogni palermitano 
ci crede con tutto il cuore e il miracolo  si ripete.
Quando ci stringiamo attorno a U’ Carru, quell'orchestra sgangherata e a pezzi che siamo noi umani ritrova l'accordo. Davanti alla Santuzza  ci eleviamo a un coro solo, come per liberarci dalla peste di essere frammentati. E un unico grido
riempie il cielo di radici.

Viva Palermo e Santa Rosalia...

W Santa Rosalia testo di Francesco Giardina
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